Architetture e Fantasie

Il mio spazio libero

LA GITA IN CAMPAGNA.

Alle 5 di mattina... un freddo... una fame....
Dopo la cambattuta partita di palline, decidemmo di fare una gita nella campagna albanese ( da non confondere con la Campagna Albanese) e questo punta soltanto il figlio cretino del pescatore manco viareggino non avrebbe capito il significato intrinseco della due campagne. In effetti ce ne sarebbe una terza e cioè la campagna di reperimento cibo e se vogliamo anche quella contro il freddo ma ne parleremo in seguito. Tornando alla scampagnata, partimmo tutti con una troika risiduata dalla campagna russa ( da non confondere con le altre 3 campagne) ma essendo a corto di cavalli ( perché mangiati per la campagna contro la …fame…alle 5 di mettina….) la slitta venne tirata dal pescatore orbo dell'occhio destro sul lato sinistro e dal francese orbo dell'occhio destro sulla sinistra e questo perchè ognuno vedesse bene il lato in cui girare. Il problema era che la slitta era veramente malridotta per cui io , il conte, il mqaggiordoma ed il garzone eravamo costretti a spingere per procedere, ma praticamente sulla slitta non c'era nessuno e io il fatto di prendere la troika  non l'ho mai capito. Arrivati nella campagna albanese,        ( durante la Campagma Albanese) ma in effetti c'eravamo già da due anni, abbiamo cominciato e pensare come come sfamarci. Ognuno di noi meno l’infermiera ninfomane, aveva una soluzione personale. Il pescatore viareggino voleva a tutti i costi truccare per bene l’infermiera, con la convinzione che comunque sulla strada, avrebbe rimorchiato qualche strappone albanese, a questa notizie il viso  l’infermiera  diventò raggiante e comincio a lisciarsi i capelli, ( ma quale capelli, ne aveva solo tre a quattro che facevano innumerevole volte il giro della testa)  questa notizie l’aveva sconvolta. Mentre ci scambiavamo qualche idea, sentimmo da lontano delle voci concitate che inseguivano il francese ed il garzone del bar, il primo, aveva una pecora sulle spalle e l’altro  3 o 4  tenuti per il collo. A quel punto tutti abbiamo cominciato a correre verso la troika alla quale il francese ed il garzone erano già saliti, ma guardandoci tutti negli occhi  realizzammo che la troika fino al quel punto, l’avevamo spinta noi e gli albanesi derubati erano ormai arrivati……..

LO SCONTRO TRA CAMPIONI

 

LO SCONTRO TRA CAMPIONI

 

Il primo tiro fu dell'olandase cosi chiamato perchè era proprio olandese, il quale colpi in pieno la biglia del francese che non era francese e non so perchè. Io trepidante dal freddo.... ( forse era meglio tremante) e dalla fame..... non dimentichiamo che erano le 5 del mattino,  aspettavo il mio turno, quando mi accorsi di non avere con me le due biglie da competizione. Dopo un rapido sguardo intorno mi accorgo di averle riposte ancora nella sacca che a causa delle dimensioni di cm. 2 x cm.1 spariva con estrema facilità tra le pieghe della camicia. Ecco... l'arbitro mi ha chamato tocca a me, mi accovaccio per terra prendo la mira e zac sparo un tiro il quale colpisce la pallina dell'olandese e rimbalzando quella del finto francese, ma non è finita, la pallina continua la sua corsa e con molta arguzia si nasconde dietro ad un sasso diventando incolpibile, evviva era fatta era ancora io il campione benchè un freddo... e una fame...... alle 5 di mattina. La folla esplose in un'interminabile applauso con lancio di cuscini, cappelli, bambini e qualche vecchia zia ormai decrepita, ci fu anche chi nella bolgia tirò se stesso.I festeggiamenti terminarono ed io dovetti cominciare ad autografare ai fans le biglie, che però essendo le stesse del diametro di 9 mm. e disponendo di un pennarellone con la punta di 1 cm. non fu molto facile e veloce.Per festeggiare l’inc0ntro si decise di fare una scampagnata all’insegna del buonumore.

 

Campionato internazionale di briscola in apnea

CAMPIONATO INTERNAZIONALE DI BRISCOLA  A 4 IN APNEA

[...]

La mia campagna in Albania - 1° episodio

La mia Campagna di guerra in Albania è stata l’evento che ha segnato la mia vita. Io non avevo nessuna intenzione di partire ma i carabinieri la pensavano in modo diverso. La nave ( ma quale nave era una specie di chiatta con un vecchio matore di trattore e un timone ricavato da porta di un fienile) arrivò nel porto di Sibari ed io con altri 6 validi soldati sbarcammo.
Mi ricordo alle 5 di mattina.... un freddo ed una fame .......che non ti dico, era tra lusco e brusco ma credo più verso il brusco, che mi trovavo appunto alle 5 di mattina sul molo del porto quando improvvisamente arrivarono da più direzioni un'unica schioppattata che solo grazie alla mia buona vista dell'epoca, riusci a vedere la pallottola che veniva verso di e con un giuzzo felino mi abbassai schivandola e la pallottola ci rimase talmente male che cadde in acqua. Comunque sempre alla stessa ora, con la stessa fame e lo stesso freddo,  cominciai ad andare verso lo stadio con le mie biglie da competizione, dovevo difendere il mio titolo (all’epoca ero un temutissimo atleta) contro alcuni sfidanti delle forze armate alleate. Lo stadio era gremito, i cannocchiali per seguire la partita erano quasi tutti finiti e dopo il rituale riscaldamento dell'indice, pollice e anulare iniziammo una estenuante gara che se ti interessa potrò descrivere più tardi. Tanto per essere chiari questo succedeva alle 5 del mattino un freddo .... una fame.....